
Un sottile cerchio d’ottone
Silvio, ma ti sei guardato allo specchio?Questo è un contraddittorio alle arringhe estere e nazionali (ultimo esempio: in occasione del vertice bilaterale Italia-Spagna alla Maddalena), in cui egli decanta le sue doti amatorie e di gran conquistatore… (ma va là!!!). Aggiungendo che: «il più grande regalo di Dio all’uomo sono le donne»… Qui è meglio astenersi dal commentare…
Un contraddittorio alle innumerevoli domande, spesso inutili o a suo favore, della stampa asservita per paura o per mettersi in bella luce davanti ai suoi occhi. Da sottolineare come l‘atto di prostituirsi venga meglio espletato dagli uomini o come, quelle che definiamo “escort”, nel malaugurato caso assumessero cariche di rilievo, indirizzerebbero probabilmente la loro attenzione e le loro invettive contro tali competenze, che tanto hanno contribuito al loro stesso “affermarsi”. Sembra che le peculiarità umane negative, si sostanzino, nell’uomo, nella sua capacità di essere leccaculo, mentre, nella donna, nella sua meschinità. Da notare come quest’ultimo periodo politico abbia capovolto lo standard dei luoghi comuni cui eravamo abituati, ovvero l’abitudine a reputare (nell’ingiuria) la donna una zoccola e l’uomo un vile. Anche se ciò costituisce una novità, non c’è proprio nulla di cui vantarsi.
Con l’affermazione circa la bruttezza di Silvio intendo anche contraddire i fan club delle donne giovani e mature di destra. Un marketing al femminile per mettersi in fila, per riuscire ad entrare nell’harem di palazzo, elargendo apprezzamenti e canzoncine rivolte con amore al premier.
I media gareggiano fra loro per spiegare l’operato di una escort, come se ce ne fosse bisogno, amplificando la credenza che tutte le donne aspirino ad essere le amanti di un uomo potente. Consumando vecchi cliché maschilisti supportati da figure femminili che l’industria culturale rappresenta come moderne Maddalene, inserendole in una cornice “romantica” (degne figure da contrapporre all’eterno Casanova), dove baciamani retrò e pinguini imbalsamati intervistano la nuova madre, donna e moglie (amore – sesso – dovere), ancora esempio e modello per generazioni future. Io non posso immedesimarmi in queste figure che militano all’interno di un partito di destra. Donne incoerenti col loro “lavoro” che si vergogneranno del loro passato. Che si calano ogni volta nel ruolo di vittime (cui gli italiani sono tanto affezionati, a giudicare dal numero di trasmissioni interamente improntante su tale pratica vittimista), senza mai analizzare le proprie pulsioni, i propri desideri, la propria aggressività (anzi… quest’ultima soprattutto viene sempre negata e non rappresentata da un sistema che non ne prevede l’impiego).
L’incoerenza politica è nel fatto (non tanto negli stili sessuali di questo o quel membro di stato) che assistiamo nostro malgrado ad una schizofrenia governativa. Se da una parte si reprime la prostituzione di strada, dall’altra si sollecita ad avvalersene, fino ad accompagnare tramite mezzi delle forze della pubblica sicurezza, allegre fanciulle a passare del tempo nella residenza del presidente. Personalmente non mi interessano né la sua incolumità (morto un papi, se ne fa un altro;-)), né le sue abitudini sessuali, ma il fatto che si voglia far passare tale attenzione verso l’altro sesso come una pratica normale, cui le donne debbano essere sottoposte… O, d’altro canto, l’incoerenza di voler aiutare le donne vittime della violenza maschile con uno scialbo e inutile braccialetto bianco, come quello proposto dalla ministra delle pari opportunità nell’ambito del G8 sulla violenza femminile… dopo essersi volontariamente e totalmente disinteressata di altre donne solo perché nere ed immigrate. Supportando gli odiosi respingimenti verso i campi di detenzione libici dove si verificano puntualmente situazioni di abusi e maltrattamenti (…ma anche la detenzione presso gli stessi vergognosi “Centri di Identificazione ed Espulsione” qui in Italia non sembra essere così tenera).
Durante le ultime elezioni comunali del paese in cui risiedo, ho visto scie di giovani femmine, con tacchi e gonne corte (rigorosamente in nero), accompagnare, in passeggiate propagandistiche, il futuro sindaco e gli assessori militanti nel PDL. Le stesse ragazze, finita la pubblicità elettorale, rientravano nelle sedi di partito per rassettarle. Con in mano scopettone e straccio, mentre il gonnellino corto, per forza di cose, metteva in risalto il loro lato B, le si poteva ammirare mentre erano intente a pulire in terra… eppure sembravano contente…
Qualcuna potrà pure sentirsi vicina alla D’Addario in quanto immagine di una donna foriera di sesso (dignitosa puttana chic anti-governativa), cosa alquanto sciocca e superficiale, ma non è proprio possibile per me essere d’accordo con i codici fascisti di comportamento femminile che vogliono far passare la prostituzione e la prostrazione davanti al potente (in cambio di favori) per “pulizia”, schiettezza, sincerità… (da contrapporre poi ad altre operatrici dello spettacolo, che si spaccerebbero ipocritamente per innocenti veline o comparse o starlette! ancora donne contro donne! un’auto-assoluzione che contamina tutte… in nome di un inaccettabile “così fan tutte”…).
Una dichiarazione di non complicità con l’arroganza e con le molteplici forme di una violenza maschile che in diverse gradazioni d’intensità permea la nostra cultura.
"Cercasi amatori disposti ad adottare le prime 170 copie numerate e con dedica di un libro intitolato Se la donna fosse un elefante... di Maryline JM-W ed. Miele che uscirà per Natale, se va tutto bene".
Maryline nel suo libro “Dans les coulisses”, intervista Erik Gandini un documentarista creativo come egli stesso si definisce. Presente alla Mostra Internazionale di Venezia 2009 con il film documentario Videocracy, fra polemiche e curiosità.
Il libro continua attraverso altri incontri con: Franco Mucciante, il regista Davide Ferrario e il saggista senegalese Moby Niang.
“Dans les coulisses… Per viaggiare light tra emozioni in libera uscita e vite degli altri da assaporare”
Maryline JM-W, Edizioni Il filo (2008)