Dopo ogni orgasmo penso che questo dovrebbe essere una condizione iniziale, invece di essere il fine da raggiungere.
L’orgasmo si può classificare in diversi modi e identificarne diverse sottocategorie. Io ne descriverò le due tipologie che ritengo siano le principali.
L’orgasmo cometa: Questo tipo di orgasmo, quando giunge, sembra arrivare da molto lontano, da un luogo non bene identificabile, ed è seguito da scie di piacere. Sembra che esso monti come la panna pasticcera. Infatti si deve fare attenzione a non farlo svanire. Spesso la penetrazione accompagnata allo strofinio del clitoride porta a questo tipo di orgasmo, che ha bisogno di essere alimentato anche subito dopo che si è prodotto. Si ha bisogno di continuare ad esercitare una pressione sui genitali femminili, per far sì che l’orgasmo montato non “impazzisca” e il suo effetto non sia vanificato. L’orgasmo sembra scaturire dalla testa, dall’ombellico, dai piedi. Il punto da cui proviene sfugge o, meglio, ci si rende conto che la sua scaturigine ha più fonti, per poi convergere in un fulmine d’intensità che attraversa la vagina.
Questo è il tipo di orgasmo che potrebbe essere prodromo di una serie di orgasmi multipli, se solo oltre alla fisicità si unissero delle sensazioni create nel laboratorio della mente, così da ampliare il fulmine orgasmico, non circoscrivendolo solo all’area genitale, ma lasciando che si dirami lungo la spina dorsale, scaricandosi fra le fibre cerebrali. Ed ecco che lo spazio-tempo svanisce e non si ha più il bisogno di doversi collocare in un luogo o in un tempo determinati, per sentirsi e riconoscersi. Siamo un punto splendente, talmente luminoso da divenire scuro. Si può raggiungere con facilità tale dimensione, ma generalmente la scarica emessa è meno intensa e la risalita dell’effetto orgasmico il più delle volte si esaurisce intorno al plesso solare, in corrispondenza del III Chakra o, ancora più spesso, non va oltre il monte di Venere.
A contrapporsi all’orgasmo cometa, che viaggia il linea retta nell’estensione del corpo, c’è l’orgasmo a cerchi d’acqua.
Esso si manifesta con onde d’intensità concentriche. Assediando il nostro corpo e la nostra mente con anelli percettivi che si irradiano dalla cervice uterina, con contrazioni e successive espansioni, fino a risolvere la tensione con l’apice dell’orgasmo. A volte le contrazioni si esauriscono l’una nell’altra, lasciandoci impercettibilmente insoddisfatti. I cerchi si esauriscono e svaniscono con facilità nel nostro specchio d’acqua. Questo tipo di orgasmo molto spesso è più debole e meno intenso dell’altro. Non per questo è meno piacevole da provare, anzi… accade a volte che possa essere di stimolo per continuare la “sessione erotica”. Il languore orgasmico può palesarsi con una strana sensazione all’altezza delle piccole labbra, le quali sembrano essere invase da innumerevoli bollicine d’aria, che “frizzano”, cercando di affiorare in superficie attraverso le tenui crespature.
L’unione congiunta delle diverse tipologie di orgasmo dà vita a quegli orgasmi idilliaci, quelli davvero memorabili, la cui intensità può farci erroneamente credere di poter anche “impazzire”… ma che in realtà non si dovrebbe mai fare a meno di assecondare ogni qual volta se ne presenta l’occasione.

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1- Chi è Cristiana Longhi?
Non mi piacciono le definizioni, quindi fatico a dire chi sono; posso solo dire che cerco di esprimermi… anche con la scrittura, lasciando credere ai lettori chi io sia.
2- Che visione hai del sesso? E dell’erotismo?
Il sesso possibilmente si fa! E l’erotismo si percepisce.
L’erotismo è una mitica regione del nostro inconscio, che resiste, ci anima e resta insofferente alle “prigioni morali”. Penso che l’erotismo sia un gioco delle parti, di ruoli interscambiabili.
3- Quando e come hai iniziato a scrivere?
Il bisogno di decifrare le nostre sensazioni ci appartiene da sempre.
Nella letteratura erotica quel che mi affascina principalmente è lo sforzo di tradurre la corporeità delle sensazioni su carta. Spesso l’erotismo costringe ad estenuanti descrizioni, a rompere la pacatezza e la linearità del racconto, a forzare lo stile… Vorrei così comunicare al lettore la stessa forza che mi pervade quando scrivo, i diversi stati d’animo che mi attraversano, che variano a seconda del vissuto personale e sono altalenanti nelle sensazioni provate quotidianamente. Il mio umore influisce nella stesura di un racconto.
4- Quali libri hai pubblicato? Ce ne parli?
“Lisa & Cécile” è il mio primo libro erotico. L’ho scritto insieme a Maria Rosa C., Borelli Editore (PizzoNero - romanzi erotici scritti da donne). Il libro narra la storia di due amiche, due donne, che condividono un cammino di amore, complicità e avventure, privo di falsi moralismi e non convenzionale. Lisa e Cécile è sentimentale, lussurioso e visionario; ed è ricco di espedienti e atteggiamenti disinvolti per conquistare l’attenzione e la conoscenza di se stesse e degli altri. Un libro che si muove sul terreno emotivo della vita, attraversa il sesso e le sue varie componenti erotiche e sensuali.
“Eroticamente. Confessioni intime” edito dalla Valter Casini è un’antologia di racconti scritti da nove Autori, fra uomini e donne. È interessante contrapporre le due visioni dell’eros che in questo volume si esprimono tramite diversi percorsi (ossessioni d’amore, rivincite, devozioni, passioni, tabù, cliché, visioni intimistiche, ironia…).
Io introduco il libro con una prefazione e, allineandomi alle trame della raccolta, inserisco due miei racconti, “La stazione” e “Al mare”, nei quali descrivo il languore del distacco e delle attese, ma anche la fisicità del piacere, dei ritorni e l’abbandono all’imprevisto in una calda serata estiva…
5- Cos’è un racconto erotico?
Attraverso il racconto erotico e nelle sue espressioni mi ritrovo a scrivere della vita. Anche se la scrittura di un libro erotico non è paragonabile per estensione e complessità ad un trattato di qualsiasi genere, nondimeno vi è in questi scritti un vissuto, un percorso, una traccia d’esistenza e una psicologia emotiva, che deve essere sintetizzata in un flash e in poche righe. E’ come concentrare un universo in un dettaglio…
6- Sei feticista?
Non in maniera specifica, ma non nego che alcune particolarità possano acutizzare i piaceri.
7- Oltre a scrivere quali altre passioni hai?
Dire bugie
… scherzo! Nutro le passioni che ci ha instillato la natura… oltre alla passione per la lettura, la danza, l’arte…
8- Progetti futuri?
Sicuramente continuare a scrivere… infatti sto ultimando la revisione di un romanzo. Ma rimango sempre aperta alle varie possibilità che può offrirmi la vita… e che cercherò di cogliere per quel che mi è possibile.
9- Esiste la libertà sessuale?
Non sempre… perché non basta sentirsi liberi sessualmente: è importante anche condividere con altri questa libertà… e questo non sempre accade.
10- Ti piace collaborare con altre scrittrici?
Che dire… visto che le mie pubblicazioni fin ora sono state tutte insieme ad altri autori!… Mi piacerebbe una vera e propria collaborazione. Fin ora quel che mi è capitato è stato più che altro uno scambio a “senso unico alternato”…
11- Sei innamorata?
Di sicuro non sono innamorata della noia!
12- Cosa pensi dell’omosessualità?
Non ho pregiudizi sessuali… eventualmente è il carattere delle persone, indipendentemente dal genere cui appartengono, che determina le mie preferenze e le mie scelte.
13- Chi sono i tuoi lettori?
Penso che varino quanto a genere ed età.
14- Sei una sognatrice?
Adoro sognare anche ad occhi aperti, ma non dimentico di star sognando… per questo scrivo… Ma tornando alla realtà, no, non credo nei sogni. Credo nell’impegno e nell’ostinazione che può far realizzare i propri progetti.
15- Che rapporto hai con il tuo corpo?
Con il corpo ho un buon rapporto… è con i pensieri e le sensazioni che fatico ad andare d’accordo.
16- Cosa cambieresti di te?
Mi piaccio… anche se so di avere molti difetti. Così cerco di migliorarmi… ma senza incidere troppo nel cambiamento, altrimenti non mi riconoscerei più… quindi cerco, per quel che mi è possibile, di apprezzarmi!
17- Cos’è un rapporto sessuale?
Quando va bene è una “forza”. Cosmica, vitale e prorompente. E che ci offre quelle sensazioni che più ci avvicinano alla percezione dell’eternità. Attraverso l’orgasmo ci si ritrova a compiere un viaggio attraverso una porta dimensionale priva di riferimenti spazio-temporali. Io lo definisco “il buco nero della nostra galassia erotica”.
18- Ti ecciti quando scrivi?
A volte…
19- Quali sono i valori in cui credi?
L’individualismo… inteso nel senso di “non sopraffare o nuocere all’altro”. Nel senso di smetterla di nasconderci dietro un buonismo, che non ci appartiene se non nell’apparenza. Per esempio, in nome dei diritti umani si giustificano delle guerre chiamandole ipocritamente “missioni di pace”. I valori in cui credere? Riorganizzare un linguaggio che possa indicare, riconoscere e permettere una condivisione di nuovi valori, allontanandoci da quelle regole cristiane che tanto hanno inciso nella nostra storia e nella nostra società.
20- Poseresti mai nuda?
Sì, del resto l’ho già fatto per la copertina del libro “Lisa & Cécile”.
21- Vuoi dire qualcosa ai lettori di Cooletto?
Ringrazio Luciana Cameli, che mi ha dato con questa intervista l’occasione di avvicinarmi ai lettori di Cooletto.
Scrivo questo post cercando di intrecciarlo al filo conduttore di questo blog: l’erotismo. Per quanto questo possa essere compatibile con la volgarità, l’insulto, la vigliaccheria e la vergogna. L’argomento che intendo affrontare riguarda le questioni politiche degli ultimi tempi. Che considero in qualche modo “pornografiche”. Non è probabilmente a me (in quanto autrice erotica) che va posta la solita domanda su quale sia la differenza tra erotismo e pornografia… Il nostro governo ha già dato a mio avviso una palese rappresentazione di quest’ultima con la sua propaganda e i suoi proclami, superando di gran lunga ogni possibile definizione di ciò che potrei considerare pornografico.
All’indomani dell’esito elettorale provai un senso di disagio e di paura. Cercai di scacciare via la mia preoccupazione con la consapevolezza che oggi più che convincere il popolo con i manganelli (che pur continuano ad avere il loro immediato effetto deterrente) si prediligono mezzi più subdoli, come: la falsa informazione, gli effimeri modelli pubblicitari e la fabbrica dell’ignoranza che si alimenta, come un moderno Cerbero, di speranza, disinteresse e ricatto sociale.

Ciò fa sì che la nostra coscienza critica si annienti a vantaggio di un governo che mima mezzi da regime fascista, (supportati da sedimenti di cultura e sentimenti popolari ancora presenti nel carattere italico) con la propaganda, il monopolio dell’informazione, il machismo, la sopraffazione, le leggi razziali, l’istigazione alla violenza, meglio se xenofoba… Atteggiamenti e mezzi che attecchiscono facilmente su un terreno di collusione endemica dello stato con poteri mafiosi e occulti, sull’efficace stornamento dell’attenzione popolare ad opera dei media e sul ricatto politico. Il governo (la sua vera intenzione) si nasconde dietro provvedimenti emotivi e d’urgenza, di carattere filantropico e populista. È persino giunto (al colmo della sua oscenità) a fantasticare sullo stupro necrofilo (a proposito del caso Englaro), in perfetta linea con gli “insegnamenti” mediatici di “Lucignolo” e delle sue famigerate, caricaturali e ipocrite “trasgressioni”, divenute stimolo e prassi per le ideologie di potere e per la formazione delle nuove “coscienze”.
Le decretazioni d’urgenza basate sull’emotività raccolgono consensi e alimentano il business.
Le cronaca delle violenze sulle donne è martellante, l’audience segue morbosa e si indigna, mentre nella maggioranza delle pratiche quotidiane si continua a non rispettarle. Impoverendole, per esempio, anche nella loro professionalità… Basta mettere degli occhialini per avere una barbie intellettuale (se ne trovano in vari modelli al Consiglio dei ministri).

Credo che la pornografia nella politica si spieghi e si riveli da sola con la sua stessa oscenità.
Mi domando dunque come mai ci si ostini a chiedermi della differenza tra erotismo e pornografia… Ormai dovreste averla capita. E soprattutto... dovreste sentirla!
A casa… prima di arrivare a tradire e denunciare per sopravvivere il nostro amico (nemico).
A casa… prima di perdere quel filo di dignità rimasta.
A casa… [etc. etc...]
L’analisi della conversazione in chat
Alessandra di Gregorio, Il Ciliegio editore

L’uso di Internet ha rivoluzionato il modo di intendere la comunicazione e le possibilità linguistiche odierne in senso scritto e grafico. La virtualità ha un suo linguaggio specifico e numerosi studi che si occupano di analizzare in maniera pluridisciplinare, forme e contenuti dei colloqui degli internauti. continua...
Nando è di ritorno dopo aver passato un mese in una magnifica località dei Carabi. In aereo ancora respira le esperienze appena trascorse. Il suo corpo sussulta con malinconia ai ricordi intensi. Ai baci appassionati, all’amore ricevuto fino a poche ore prima. Le sue voglie appagate, i suoi desideri soddisfatti dalla generosità di una donna devota. Pensa già di ritornare, per poter di nuovo incontrare Adina. Una giovane donna che lo attende con impazienza e che lo ha accompagnato all’aeroporto, salutandolo con baci intensi, bagnati da lacrime di dispiacere per il distacco. E’ orgoglioso dell’amore ricevuto da quella bellissima donna, che non ha mai smesso di dirgli quanto lui sia importante per lei, mentre lui è goffo e poco attraente. Si sente di aver fatto conoscere l’amore ad una donna persa nella fatica della vita. Un ultimo sguardo alle foto che la ritraggono: mentre la donna chinata davanti a lui gli succhia il membro; distesa sul letto mentre mostra con affetto il suo fondoschiena da schianto. Si complimenta anche con se stesso per averla avuta e aiutata, lasciandole dei soldi prima di partire. Il suo dito scorre sulla foto a sfiorare la carnosa bocca della ragazza e i pensieri corrono alle tenere parole di lei, prima di mutarsi in sogno… il viaggio del ritorno è lungo…
Adina piange, guarda gli aerei sulla pista. Un uomo davanti a lei le chiede il motivo. Lei buttandogli le braccia al collo, lo stringe e gli sussurra:
- Piango per te, non vedevo l’ora che arrivassi… Mi sei mancato tanto, Robert…